“Cucine da incubo”, tra fallimenti e rivincite.

Avete mai notato che le puntate di Cucine da Incubo hanno tutte uno stesso schema e si concludono sempre con un lieto fine? Ma quanti di quei ristoranti rimangono aperti per un lasso di tempo considerevole dopo la fine della puntata?

Un anno fa, al “Salone del Libro” di Torino, lo Chef Canavacciuolo, protagonista di “Cucine da incubo Italia” ha dovuto rispondere all’accusa di non aver portato realmente benefici ai ristoranti protagonisti delle sue puntate.

Guardando la serie televisiva è possibile notare uno stessa situazione che si ripete puntualmente in tutte le puntate; come è possibile che ogni volta i piatti sono pessimi, lo chef del ristorante non accetta le critiche e Canavacciulo si ritrova a dover risolvere dispute interne al locale? Come è possile che, comunque vada, dopo pochi giorni di presenza dello Chef stellato nel ristorante vada tutto bene?

Forse è merito del voler fare bella figura davanti a Canavacciulo o dei suoi insegnamenti che funzionano, ma dubito che, nonostante la presenza di un personaggio importante come lui, un locale in crisi da tanto tempo riesca in pochi giorni a risolvere tutti i suoi problemi e ad essere, immediatamente, completamente pieno.

inoltre, visto che questo di ripete in ogni puntata, è facile pensare che sia una farsa.

Curiosando su portali di recensione come Tripadvisor, però, si rimane felicemente colpiti.

Andando a ricercare i protagonisti delle puntate di “Cucine da incubo”, infatti, notiamo che su 40 ristoranti analizzati solamente 6 hanno chiuso definitivamente. Considerando che nella versione inglese del programma, condotta da Gordon Ramsey, il tasso di chiusura dei ristoranti è stata del 62%, dobbiamo ammettere che i risultati prodotti da Canavacciuolo sono più che positivi.

Adesso occorre fare una nuova considerazione: come è possibile che i 6 locali abbiano chiuso nonostante le istruzioni e la pubblicità dovuta alla partecipazione al programma?

Le possibilità possono essere varie.

In primo luogo dobbiamo considerare che, in un certo senso, chiamare Canavacciuolo per salvare il locale è l’ultimo tentativo per tentare di rimanere in piedi ma, come il marketing ci insegna, è impossibile pensare di fare miracoli quando si è già in crisi profonda.

In secondo luogo è molto probabile che, non appena la puntata si è conclusa, il ristorante sia tornato alle precedenti cattive abitudini, rendendo così vani gli insegnamenti ottenuti da Canavacciuolo durante la puntata.

Tutto ciò ci insegna che “Cucine da incubo” è stato in grado di portare buoni risultati e, dove ciò non è successo, non è stata colpa del protagonista del programma, ma dei ristoratori che hanno puntato troppo sulla fama ottenuta dalla loro presenza nel programma, senzà però impegnarsi realmente nell’apportare le modifiche richieste, anche a telecamere spente.

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